RIFARE CASA
PUBBLICAZIONE LUGLIO 2025
DAI PROGETTI REALIZZATI DA UNA GIOVANE PROFESSIONISTA MILANESE SI CAPISCE L’IMPORTANZA DI FAR COSTRUIRE MOBILI SU MISURA QUANDO SI DEVE OTTENERE IL MASSIMO DELLA FUNZIONALITÀ DAI PICCOLI SPAZI; E POI CI SONO TANTE IDEE”FURBE” E DI DESIGN ALLE QUALI CI SI PUÒ ISPIRARE
Da qualche anno, nelle città, la richiesta di abitazioni di metratura ridotta si è fatta sentire sempre di più, sia per l’aumento dei prezzi sia perché cresce la domanda da parte di single o coppie che preferiscono soluzioni abitative più compatte e più conformi ai ritmi e agli stili di vita contemporanei. Tuttavia, anche se i valori medi delle superfici tendono ad abbassarsi di anno in anno, le persone hanno bisogno di molte più funzionalità rispetto al passato ed è necessario stabilire nuovi canoni nell’organizzazione degli spazi, perché vivere in case più piccole non deve significare dover scendere a compromessi in termini di vivibilità e neanche di stile. Per ristrutturare un bilocale o un trilocale efficacemente e senza sprecare neanche un centimetro serve un progetto studiato nei dettagli, personalizzato sulle esigenze di chi dovrà viverlo, perciò ogni situazione rappresenta un caso a sé e
non è scontato che nell’universo dei mobili salvaspazio e trasformabili proposti dalle aziende, seppur personalizzabili, si trovi la soluzione ideale. Silvia Lagori ha curato dalla A alla Z la ristrutturazione di alcuni miniappartamenti: inizia osservandone la sagoma, le caratteristiche, la posizione degli scarichi, ascolta le richieste per poi proporre di conseguenza alcune soluzioni tra cui scegliere. Nella fase esecutiva si affina il progetto lavorando al centimetro, si prevedono nicchie e ripostigli nascosti, si definisce lo stile, si disegnano gli arredi su misura che saranno realizzati dal falegname e si pensa all’illuminazione più appropriata. In queste pagine presentiamo una sintesi di alcuni suoi progetti, dai quali si possono trarre numerosi spunti, ma sul suo sito si possono trovare ulteriori soluzioni, oltre a un’interessante guida alla ristrutturazione in ogni sua fase, dall’incontro conoscitivo alla consegna delle chiavi della nuova casa.
TUTTO IN 35 METRI QUADRI
Oltre a essere piccolo, la sagoma di questo appartamento non lasciava molto margine per intervenire sulla distribuzione. Al posto della cucina c’era il solito cucinotto in nicchia ridotto all’essenziale; in fondo un’altra nicchia praticamente inutilizzata. Entrando nel bagno, a destra c’era il box doccia e a seguire il lavabo, i vasi a sinistra. Bisognava ripensare l’ingresso, che occupava una superficie consistente della casa. La camera è stata ristretta al limite, a favore della zona giorno che era larga 2,8 metri e ora include una cucina completa, con molto spazio contenitivo. Nella nicchia in fondo, che è anche la parte che si nota di più entrando, è stata creata la zona pranzo con una panca ad arco realizzata su misura che ha permesso di “delocalizzare” il tavolo e lasciare sgombro lo spazio al centro.
La veletta, oltre a consentire l’illuminazione diretta del tavolo da pranzo con un faretto incassato e indiretta tramite strip led, nasconde l’antiestetico cassettone della tapparella sporgente rispetto alla parete, lasciandolo ispezionabile. La portafinestra si apre su un terrazzino che si sviluppa per tutta la lunghezza della parete e affaccia sulla corte interna.
La struttura in cartongesso è stata dimensionata in modo che terminasse a filo superiore dello schienale della seduta, che è stata realizzata dal falegname su disegno e laccata nella stessa gradazione di bianco delle pareti. Il profilo posteriore dello schienale è squadrato per raccordarsi con le pareti e sul piano ad arco risultante sono state inserite prese elettriche per un’eventuale utilizzo come postazione di lavoro. La scelta di sedie in policarbonato è un’ottima idea: la trasparenza del materiale ne mitiga l’ingombro, lasciando percepire ciò che sta dietro.
I quattro spicchi in cui è divisa la seduta si ribaltano verso l’alto per accedere a vani contenitivi; i cuscini delle sedie e del divano sono coordinati cromaticamente con gli imbottiti della panca, che sono rimovibili e sfoderabili, facilmente sostituibili se si decide di cambiare colore e dare un volto nuovo alla casa.
Nell’ingresso, lo spazio di transito è stato ridotto alla larghezza del portoncino, progettando un mobile su misura con ante cannettate. La prima parte è a tutta altezza ma non risulta imponente, perché di fatto entrando la si supera: fa sia da cappottiera sia da ricovero per il necessario per le pulizie. La seconda, che nell’ultima parte si sviluppa in diagonale, è a mezza altezza, così da poter collocare un grande specchio a livello dello sguardo e far percepire uno spazio più ampio. L’illuminazione è nascosta sopra la veletta e produce un effetto “wall wash” sulla parete opposta, rivestita con una boiserie.
Il bagno è stato organizzato in modo più razionale: la doccia in fondo è più godibile come pure il lavabo, integrato nel top del mobile sospeso. Il rivestimento in lastre di grès onice lucido da 180x80 cm è stato posato in orizzontale, così da non avere fughe verticali e dilatare lo spazio. Sul bordo superiore del rivestimento, lungo tutto il perimetro, è stata installata una strip led per l’illuminazione generale.
CAMERA OSPITI E DUE BAGNI IN 59 METRI QUADRI
Per soddisfare questa specifica richiesta l’architetto ha proposto diverse soluzioni: quella scelta ha previsto l’eliminazione del corridoio tra due stanze per avere un’ampia zona giorno dove, a fianco all’ingresso, è stata creata una camera fittizia, delimitata da superfici vetrate e da una libreria passante. All’interno ci sono una scrivania e un divano a due posti trasformabile; normalmente la stanza rimane aperta e fa da studio, senza rubare spazio, ma all’occorrenza diventa una camera ospiti. Per l’anta è stato scelto un vetro riflettente bronzato che risulta a specchio quando la luce è spenta, per garantire la privacy notturna all’ospite, mentre se la luce è accesa diventa trasparente. Con poche modifiche, dall’antibagno e dal vecchio bagno sono stati ricavati due bagni completi: la parete divisoria è sagomata a Z in modo da ottenere due nicchie affiancate e speculari in cui inserire lavatrice e asciugatrice sovrapposte nel bagno cieco e la doccia nel bagno padronale. L’appartamento si trova all’ultimo piano di un palazzo storico e in fase di ristrutturazione si è reso necessario rifare i sottofondi per rinforzare i solai.
Nella parte alta della colonna di sinistra della cucina è racchiusa la caldaia a condensazione; tra i pensili, sopra la cappa, un pannello removibile nasconde alla vista lo split per il raffrescamento estivo. Di fronte al forno, contro la semiparete è montato un tavolo ripiegabile, per liberare spazio quando non lo si utilizza; nella libreria a doppia profondità, la colonna più vicina all’ingresso è destinata a cappottiera. Anche in questo caso, per l’illuminazione del soggiorno ci si è affidati a strip led nascoste da velette, una sopra il divano e una sopra la libreria: sono soluzioni che, rispetto ad applique o sospensioni, non vincolano qualora si cambiasse la disposizione dei mobili. Per completare l’arredo si può sempre ricorrere a piantane o lampade da tavolo.
I vani a giorno della libreria e le superfici vetrate permettono, nella quotidianità, di mantenere la comunicazione tra lo studio e la zona giorno, pur disponendo di uno spazio appartato per lavorare al computer o prendere un caffè con un ospite senza interferire con altre attività domestiche.
"Nel disimpegno tra zona giorno e zona notte, dove terminava il corridoio, è stato creato un divisorio a pianta esagonale rivestito con carta da parati per nascondere la porta filomuro del bagno cieco, la scorrevole esterna della camera e le due ante che chiudono il ripostiglio. Le due librerie, quella nella zona divani e quella tra cucina e studio, sono realizzate su misura.
Nel bagno cieco, essendo la parete di confine con l’appartamento adiacente piuttosto sottile, per far passare le tubazioni dietro il lavabo è stata fatta una controparete a metà altezza, per non rimpicciolire troppo il bagno e ricavare un’ulteriore superficie di appoggio al di sotto dello specchio. A lato dei vasi, le ante filomuro che chiudono la nicchia con lavatrice e asciugatrice.
"Nella parte alta della parete che divide i due bagni, ovvero all’interno della doccia del bagno principale, è stata inserita una finestra a vasistas a comando elettrico che permette di far circolare l’aria anche nel bagno cieco confinante.
"LA TESTATA DEL LETTO NASCONDE UNA SCARPIERA
Collocando il letto in posizione centrale e il guardaroba configurato a L contro le pareti posteriori, si è come delineata una cabina armadio aperta, anche grazie al taglio diagonale conferito alla parete che separa camera e ripostiglio. Il parallelepipedo posto dietro il letto come testiera, con prese elettriche, all’interno è sfruttato come scarpiera.
"L’anta scorrevole a tutta altezza montata su binario a scomparsa nasconde un ripostiglio in quota di circa 2 m2, chiuso da sportelli filomuro, utile per valigie o altri accessori di utilizzo occasionale.
LAVANDERIA ENSUITE IN 56 METRI QUADRI
La sfida del progetto era quella di trasformare un appartamento nato come bilocale in trilocale e aggiungere un secondo bagno. Tutta la distribuzione è stata ripensata da zero, solo la zona d’ingresso non è stata alterata: il soggiorno è diventato in parte camera da letto con armadiatura a L, il cui lato lungo è a ponte, e in parte zona pranzo; al posto del cucinotto è stato organizzato il bagno-lavanderia, collegato alla camera; lo spazio occupato dal bagno preesistente e da un ripostiglio ora corrisponde al nuovo bagno, più piccolo, e alla cucina. La parte più lontana dall’ingresso, in origine era un’unica grande camera che in un secondo tempo era stata rimpicciolita, con opere minime, per ricavare una cameretta, che per di più era l’unica parte della casa con accesso al grande terrazzo; quest’ultimo, nella nuova configurazione, è stato giustamente collegato al living, mentre la cameretta è stata prevista sul fronte opposto.
"A uno dei due pilastri risultanti dalla demolizione di un tramezzo è stata applicata una finitura che risultasse coerente con i mobili della zona giorno pur lasciandolo in evidenza come dettaglio architettonico. Sotto la trave che corre sopra i pilastri fino al tavolo da pranzo è stata realizzata una veletta con strip led su entrambi i lati, azionabili separatamente.
"Il bagno-lavanderia è stato organizzato dove prima c’era il cucinotto. Nello specchio si vede riflessa la parte centrale del mobile a ponte che sovrasta il letto nella vicina camera; alla base dello specchio c’è una strip led per l’illuminazione notturna.
"Per collegare gli scarichi a quelli dell’altro bagno, non essendoci altra possibilità, è stata installata una pompa trituratrice nella parte sinistra del mobile; a destra del lavabo, per accedere alla parte di mobile nell’angolo, altrimenti inutilizzabile, è stata prevista un’apertura superiore a ribalta. Sopra i due sportelli che occultano la lavatrice c’è un capiente cassettone, mentre il vano accanto, nella parte sbieca, contiene il cesto per i panni. In uno dei pensili a tutta altezza è racchiuso lo scaldabagno.
"Sopra il tavolo da pranzo è stato progettato un mensolone con illuminazione diretta sul tavolo; sopra c’è una serie di vani contenitivi con ante ad apertura push-pull e, ancora sopra, prosegue la veletta che riveste la trave e nasconde l’illuminazione indiretta. Un altro vano di stoccaggio è sopra la porta, chiuso da ante a filo e accessibile anche dal bagno adiacente.
"L’anta scorrevole a tutta altezza montata su binario a scomparsa nasconde un ripostiglio in quota di circa 2 m2, chiuso da sportelli filomuro, utile per valigie o altri accessori di utilizzo occasionale.
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